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Pubblicato da Giuseppe Luscia



Un post di aggiornamento a chi ha voluto seguire le nostre vicende delle ultime settimane.

Il rinnovo delle convenzioni con i comuni che si affidano al Canile Rifugio Paquito sta procedendo positivamente. La nuova convenzione offerta che, come sapete, riduce i costi per le amministrazioni e aggiunge una serie di servizi per la cittadinanza, sta incontrando il favore di tutti gli amministratori che incontriamo. La situazione più critica, quella con il comune di Borgoticino, ha trovato soluzione. Le incomprensioni e la superficialità con cui si stava affrontando il tema hanno lasciato spazio a una rinnovata fiducia reciproca e sono state poste le basi per una ancora più proficua collaborazione.

Non siamo ancora fuori dal guado ma è probabilmente il momento di iniziare a razionalizzare gli eventi e di fare qualche riflessione.

Ci rendiamo sempre più conto che l'approccio alla 'questione canile' che stiamo portando avanti ha tutti i connotati di una vera e propria rivoluzione culturale. Finché il canile resterà, nella testa della gente, un ricovero per reietti, sarà impossibile uscire dalla logica “meno mi costa - meglio sto”. Se il canile è solo un peso per la società, meno pesa e meglio è. In questo contesto parlare di servizi, di valore degli animali, di come il rispetto per gli animali possa contribuire alla costruzione di una società più accogliente, è una impresa senza speranza. Serve quindi un grande lavoro di educazione e di informazione. Ci conforta però il fatto che in ogni occasione in cui abbiamo avuto l'opportunità di presentare i nostri principi abbiamo trovato sensibilità e apertura. E' come se, magari inconsapevolmente, tutti siano pronti ad accogliere il messaggio, anche se 'il messaggio' è qualcosa di dirompente e che va ben oltre le recinzioni del canile. Da qualche giorno sto riflettendo su quale sia il cuore di questo messaggio, il suo centro. Provo ad esprimerlo in poche parole correndo il rischio di risultare poco concreto se non incomprensibile: “Non esiste un modello di società sostenibile che non metta al centro la vita di tutti gli animali, compreso l'animale uomo.”

Pur nella certezza di far parte di un grande gruppo mi ha colpito la mobilitazione che si è scatenata attorno a noi in questo momento di difficoltà. Centinaia di persone hanno risposto al nostro appello, ci hanno aiutato come potevano e si sono messi a disposizione per fare di più. Lo hanno fatto dando credito al nostro impegno, fidandosi del nostro giudizio personale, sicuri del fatto che se Dog's Soul ritiene che sia necessario intraprendere una azione in favore degli animali allora quell'azione è davvero necessaria. Di questo non posso non ringraziare Angelo Vaira e tutte le persone che si riconoscono sinceramente in Think Dog che tanta parte hanno avuto in tutto questo. Ormai da anni proprio con Angelo riflettiamo su quanto sia importante valorizzare e sviluppare l'enorme potenziale che Think Dog ha generato. Gli eventi degli ultimi giorni ci hanno dato nuovi spunti, nuove idee e un forte senso di urgenza.

Sapete cosa c'è di nuovo? Che dobbiamo metterci a lavorare ancora più di prima, sempre più convinti della bontà di quello che facciamo. Nel mio prossimo post vi presenterò un po' di progetti che abbiamo in programma per il 2010. State sintonizzati perché grandi novità bollono in pentola!

:-)

Beppe!!!

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