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Pubblicato da Giuseppe Luscia


A volte abbiamo tanta fretta che non ci accorgiamo di cose fondamentali. Come dice un mio caro amico dobbiamo correre tutto il giorno perchè altrimenti non abbiamo il tempo di dedicare le nostre due ore quotidiane alla coda in autostrada.... :-(
Succede però che ci si imbatta in eventi semplici semplici, scene magari già viste, che improvvisamente acquisiscono un significato, riordinando i pensieri.
Nelle ultime settimane mi sono imbattuto in tre di queste momenti. Se il caso non mi avesse regalato la possibilità di viverli in stretta sequenza forse non li avrei notati nemmeno questa volta. Forse perchè sono momenti di STRAORDINARIA NORMALITA'.

Atto primo:
Al termine della seconda serata di Parlando di Cani, un corso che Dog's Soul propone ai proprietari di cani che vogliono iniziare a informarsi sulla relazione con i loro compagni di vita a 4 zampe, cerchiamo di lanciare un messaggio che va oltre l'educazione del proprio cane, parlando del valore della relazione con gli animali e della cultura del rispetto che ad essi è dovuto. Immancabilmente affronto questa parte del corso con un grande coinvolgimento, con passione ed emozione ma anche quasi con imbarazzo. La gente che ho davanti per gran parte non si è mai interessata alla cinofilia, ama il proprio cane ma non ha mai riflettuto sul significato di questa relazione, forse entra in sala convinta di imparare come si fa ad insegnare al proprio cane a mettersi seduto. Non si immagina nemmeno che si andrà molto oltre.
Perchè mai dovrebbero starmi a sentire? Perchè mai dovrebbero 'capire'?
Eppure l'emozione sale, tanti occhi si fanno lucidi, tutti capiscono benissimo il senso e la profondità dell'argomento. Non solo lo capiscono....lo sentono.
No, non dipende da quello che sto dicendo io. Io faccio del mio meglio ma è evidente che le persone sono già pronte. Sono predisposte a capire.

Atto secondo:
Attraversavo Milano in taxi e fermo ad un semaforo mi sono messo ad osservare una signora a spasso con il suo cane. Lei passeggia distratta e parla al telefono. E' li....ma non è li...parla e sembra annoiata anche dalla conversazione.
Il cane, agghindato con un orrido collare a strangolo, passeggia....e guarda la sua amica umana. Si fermano per attraversare la strada e lui la guarda, è distratto da un rumore ma subito si gira e la guarda ancora, riprendono a camminare e lui la guarda. In adorazione continua a camminare e....la guarda. Mi è venuta la tentazione di abbassare il finestrino e dirle: ”Scusi signora, per piacere, può guardare un attimo il suo cane e sorridergli? Per favore, può farlo?”
Tutto prosegue così finchè non li perdo di vista. Lui non rinuncia e continua a provare a creare un contatto.
Perchè? E quante volte succede la stessa cosa a lui e alla bella signora? E quante volte succede la stesa cosa a me con i miei cani? E a voi con i vostri?
Quando raccontiamo che fra noi e il nostro cane si instaura una profonda relazione, forse dovremmo aggiungere che questa relazione impegna il cane in continuazione per tutto il tempo che passa in nostra presenza. E che lui è pronto, è predisposto a comportarsi così.

Atto terzo:
Qualche giorno fa è stato pubblicato il nuovo programma del corso per Pet Coach di Think Dog, la scuola diretta da Angelo Vaira. E' un bel documento che spiega bene il programma del corso ed il calendario delle diverse sessioni. Conosco bene Think Dog, il corso per Pet Coach ed i suoi programmi. E' la scuola che ispira tutti noi di Dog's Soul. Ho cercato nel documento le novità di questa edizione ma casualmente mi sono soffermato a rileggere con attenzione una parte che conoscevo già. E' la parte in cui viene spiegato chi è e cosa fa un Pet Coach-

Le tre scene messe assieme mi hanno fatto accendere un paio di 'lampadine' in testa per poi farmi arrivare ad una conclusione forse ovvia ma che è talmente importante che andrebbe richiamata alla mente tutte le volte che ci si avvicina ad un binomio cane- proprietario bisognoso di aiuto e di buoni consigli.

In un evento perfetto come la relazione con un cane non c'è nulla da aggiungere, nulla da inventare. Noi siamo pronti, loro sono pronti. Il tutto, semplicemente, succede, ed in parte il processo è fuori dal nostro controllo, in uno spazio che sfugge alla razionalizzazione conscia e a volte anche alla comprensione.
Penso che chi come me fa l'educatore cinofilo dovrebbe farlo con questo pensiero sempre ben stampato nella mente. Il ruolo di educatore permette di avvicinarsi ad un gioiello preziosissimo ed il meglio che si può fare davanti a tanta meraviglia è fare in modo che questo esprima il suo massimo potenziale senza la pretesa di aggiungere nulla.
E quando ci sono dei problemi? Quando quella relazione proprio sembra non portare a nulla di buono? Ancora una volta il compito dell'educatore è di scavare fra le incomprensioni e gli ostacoli che non permettono a quel gioiello di brillare. Ma sempre senza la presunzione di migliorare qualcosa, solo con la convinzione e la consapevolezza che da qualche parte si nasconde una gemma perfetta.
E' un compito che invita o forse costringe all'umiltà. E' un grande privilegio che occorre maneggiare con cura.
Nell'istante esatto in cui perdi di vista questo principio non sei più un buon educatore cinofilo
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