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Pubblicato da Giuseppe Luscia


Di ritorno da Lamezia Terme dove il Rifugio Fata ha organizzato un corso di formazione dedicato ai volontari.

Ho pensato a lungo a come adattare il programma del corso ad una situazione sicuramente diversa da quella che sono più abituato a vivere nella mia zona. Altro canile, altra regione, altro mondo.

Ma come potevo adattare il programma ad una realtà che conoscevo così poco? E poi perchè mai avrei dovuto modificare il senso del messaggio?

Conoscere le volontarie del Rifugio il Venerdì sera, fare due chiacchere con loro prima di cominciare mi ha tolto gli ultimi dubbi: il messaggio non si cambia di una virgola, ultime modifiche alla presentazione (alle 2.30 di venerdì notte....cazzarola, devo dormire di più) e via.

La platea non è facile, tutti sono li con le migliori intenzioni ma si respira quel po' di naturale diffidenza di quando ti trovi davanti uno che ha la pretesa di spiegarti cose che vivi da vent'anni. L'intento non è quello ovviamente, non ho in programma una lezione ma una proposta, un punto di vista, qualche idea nuova.

Dopo pochi minuti ho la netta sensazione che l'aria inizi a cambiare, gli occhi che incrocio diventano quelli di sempre, dentro i quali leggo la solita sensibilità, la solita voglia di andare avanti, di sentire cosa c'è dopo.

Il messaggio arriva potente come sempre. Fa arrabbiare, convince, commuove.

Rispetto, consapevolezza, empatia non hanno bisogno di adattamenti. Per chi vive il canile sono un messaggio universale, forte come un uragano.

Mi porto a casa l'esempio di tutte le persone che ho avuto davanti in questi due giorni, ognuno a suo modo tassello di un disegno perfetto.

Rossana e il coraggio di provare a cambiare le cose dopo anni di sacrifici, Anna e la profonda armonia che trasmette, Enza e Fernanda e l'energia con cui hanno fatto in modo che tutto questo accadesse, lo splendido gruppo degli allievi del corso educatori ThinkDog di Roma che di ThinkDog hanno assorbito il senso più profondo, quello che va oltre la straordinaria competenza che hanno acquisito in questi mesi, quello della condivisione e del donarsi agli altri.

Proprio agli allievi educatori di Roma va il mio più grande ringraziamento per il sostegno e l'aiuto che ho ricevuto.Li ringrazio anche per il 'maligno' tentativo di farmi piangere con un regalo che non potrò mai dimenticare:

A Beppe,

quello strano ingegnere CON LA CODA...

continua follemente

ad unire i tuoi puntini

'dalle Alpi alle Piramidi'

Gli indimenticabili-unici-

geniali PUNTINI del corso Educatori di Roma 2010...

che faranno sempre il tifo

PER TE!”

Con questa botta di energia l'ingegnere con la coda ci campa dieci anni cari miei!!!

P.S. Tenete d'occhio il gruppo di volontari del Rifugio Fata...questi sono tosti davvero!!!

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