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Pubblicato da Giuseppe Luscia

E, insieme, dedicarsi agli altri

C'è un oceano in larga misura inesplorato nella capacità di un animale, di un cane in particolare, di contribuire ad una esperienza del mondo diversa da quella che le nostre risorse autonome ci consentono. Contributo sempre ugualmente importante ma che può trasformarsi in apporto insostituibile in alcuni casi di bisogno o disagio.

Sappiamo ancora meno, poi, di quale contributo questi momenti portino al binomio composto dal cane e dal suo compagno umano. Si, perché coinvolti in un momento relazionale ad alta intensità si è sempre nel mezzo di un flusso biunivoco, in un indistinguibile dare e ricevere.

Occuparsi della relazione con il proprio cane impone di "incontrarsi" su diverse dimensioni relazionali, a volte superando la nostra tendenza ad arenarci su dimensioni di relazione che risiedono nella nostra zona di comfort e che in buona sostanza gratificano noi stessi dimenticando che in una relazione si sta almeno in due.

Quella del dedicarsi, come binomio, agli altri rappresenta sicuramente una dimensione intensa e produttiva. Poche altre attività producono la stessa intensità, la stessa complicità, le stesse intense emozioni. Chissà se quanto studiato da Martin Seligman nell'uomo come individuo (largamente approfondito nella branca della psicologia positiva) che così importante è anche per la crescita e il benessere del cane come individuo, può essere applicato anche al binomio Cane-Umano come se questo fosse un nuovo organismo emergente che, almeno in parte, risponde alle stesse dinamiche?

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