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Pubblicato da Giuseppe Luscia

Prima delle tecniche


Avete mai riflettuto su cosa intendiamo realmente quando parliamo di obbedienza?

Di per sé il termine obbedienza mostra qualche limite:
  • perché sottintende un rigido rapporto gerarchico (Io ordino, Tu Obbedisci)
  • perchè prevede che, in ogni momento, il cane sia impegnato nella risposta ad una richiesta

Spesso mi trovo a far notare come, alla stessa parola, attribuiamo contenuti completamente diversi. Quello che ci aspettiamo da un cane ubbidiente a casa è molto diverso da quello che ci aspettiamo da lui al parco, al ristorante, in passeggiata al guinzaglio o libero nei boschi.

Allora prima di dire che il nostro cane, magari cucciolo, è disobbediente, dovremmo chiederci se abbiamo fatto abbastanza per fare in modo che lui comprenda quali sono i comportamenti che ci aspettiamo da lui e sia nelle condizioni fisiche, psicologiche ed emotive ideali per produrre quei comportamenti.

Vista in questo modo l'obbedienza diventa il risultato indiretto che si ottiene grazie ad un ampio bagaglio di esperienze e a una sofisticata capacità di comunicazione fra due esseri viventi appartenenti a specie diverse.

Ed eccoci al punto: in questo ambito le tecniche cinofile non sono tutto, anzi, sono probabilmente secondarie.

Eliminiamo a prescindere tutte le pratiche violente come strattoni, punizioni e intimidazione. Ma tolte quelle, quali attività, quali routine di lavoro e quali tecniche fanno ottenere i migliori risultati?

La domanda, assolutamente legittima ed interessante, ha il brutto difetto di mancare clamorosamente il vero centro della questione. Pensate all'anziano signore sempre a spasso per le vie del paese e al suo inseparabile cagnolino (purtroppo ne vedo sempre meno). Sempre assieme, giorno e notte. Ovunque vadano sempre perfettamente 'allineati'. Quante ore pensate abbiano dedicato al training cinofilo? Pensate che l'anziano signore si sia dedicato a lunghe sessioni di clicker training?

Anche in carenza della tecnica cinofila all'ultimo grido l'anziano signore e il suo cagnolino, forse per cultura abituati (entrambi) ad andare alla sostanza delle cose, sono esempi viventi di sincronia e reciproca comprensione.

Conoscere tante tecniche ed usarle al meglio è utile e addirittura è assolutamente  indispensabile per un educatore cinofilo. Penso però che le tecniche vadano intese per quello che sono, e cioè semplici strumenti per raggiungere obiettivi specifici.

Il cuore della questione sta invece nella nostra capacità di metterci in gioco, nella volontà di capire, di accogliere le richieste che i nostri cani ci fanno e nel rispondere adeguatamente.

E allora volete provare per qualche istante a non concentrarvi sulle tecniche e andare dritti alle radici?
Questi sono i miei suggerimenti per un paio di 'esperimenti':

Suggerimento numero 1
Sappiamo ormai tutti che la comunicazione con i nostri cani è principalmente 'NON-Verbale' e cioè maggiormente incentrata su gesti, posture, movimenti ed espressioni del viso. E allora esercitiamoci a muoverci in modo fluido e armonico nello spazio quando siamo in compagnia del nostro cane, senza scatti, senza 'spigoli' come in una danza. Giochiamo a farci capire da lui senza parlare (come si può dire “Vieni qui da me” usando il corpo?), esercitiamoci a rappresentare il nostro stato emotivo attraverso il corpo come fanno i mimi ed i bravi attori, sorridiamo quando siamo felici di quello che il nostro cane fa per noi.

Suggerimento numero 2
Quante parole conosci del linguaggio del tuo cane? Sai cosa fa il tuo cane quando vuole dirti “vorrei uscire a fare una passeggiata”? E la sua espressione per “sono arrabbiato” qual'è? E quella per “sono felice”? Come ti dice “ho fame”?
Sapresti disegnare (o raffigurarti nella mente) il tuo cane mentre fa una di queste espressioni?
Riconoscerle ed interpretarle correttamente è una parte indispensabile della costruzione del tuo rapporto con lui

Suggerimento numero 3
Rifletti su questo: la scienza ci dice che le emozioni sono l'elemento alla base dell'evoluzione di ogni linguaggio. Anche il bambino neonato inizia a comunicare con la mamma attraverso un continuo scambio di emozioni.
E allora, cosa succederebbe se fossimo sempre capaci di esprimere in modo chiaro e coerente le nostre emozioni recuperando questa primordiale forma di comunicazione con il nostro cane?

Buon divertimento!!!
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